lunedì 5 maggio 2014

Pesce dolce Pesce

Sono stati premiati, domenica pomeriggio, alle 17.00 presso la Fabbrica di Carta, i bambini e le classi partecipanti al concorso Pesce dolce Pesce, promosso dalla Provincia del Verbano Cusio Ossola.

Sorrisi stupiti all'arrivo di Echino, che ha salutato i bimbi e si è fermato a complimentarsi personalmente con tutti i piccoli artisti e scrittori. Ecco, dunque i vincitori: categoria 3-5 anni, miglior disegno Astrid Maria Lux; categoria 6-7 anni, miglior testo letterario Bruno Bernabei, categoria 8-10 anni: miglior testo letterario, Avarino Valeria e Silvia. Sono inoltre state premiate la classe 2° della Scuola Primaria M. Peron di Verbania, la pluriclasse 4° e 5° della Scuola Primaria di Feriolo e la Scuola dell'Infanzia sempre di Feriolo.
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Il testo di Bruno Bernabei
Avarino Silvia classe 5
LA TROTA VITTORIA
C'era una volta una trota di nome Vittoria, che viveva sotto una roccia.
Un giorno la trota Vittoria andò sulla riva del lago e lì vide un signore che pescava: il signore la
vide e si avvicinó.
- Ciao! Io sono il pescatore Luigino -.
- Ciao! Io sono la trota Vittoria e vivo in fondo al lago sotto una roccia.
- Io invece vivo in una casa nel bosco- disse il pescatore.
I due dopo aver chiacchierato un po' diventarono subito amici.
- Vuoi venire a casa mia a vivere?- disse lui.
La trota rispose: - Si certo , a casa mia si sta scomodissimi: a proposito a casa tua c'è una
poltrona?- -SI, ce ne sono tre- rispose il pescatore.
- Vado a prendere una boccia a casa, aspettatemi qui - disse il pescatore mentre si allontanava.
- OK, ti aspetto- rispose lei.
Dopo cinque minuti la trota vide in lontananza il pescatore che arrivava.
- Eccomi, salta dentro e andiamo- disse il pescatore.
- Subito!-rispose lei .
Arrivati a casa il pescatore appoggió la boccia sul tavolo e andò a riempire d'acqua l'acquario.
- Ecco a te la tua nuova casa - disse il pescatore indicando l'acquario.
- Bellissimo! C'è anche la poltrona che avevo chiesto!- urlo' di gioia la trota.
- Io vado a preparare la cena, cosa preferisci tra pizza, patatine fritte, pasta e würstel?- chiese al
pescatore alla trota.
- Gradirei la pizza con patatine e würstel- rispose la trota.
- Ok, e da bere? Acqua naturale o frizzante? Oppure preferisci la birra?-
- Mmm... Sono indecisa, ok ho scelto! Prima la birra e poi tre bicchieri d'acqua. Dopo aver cenato
sia il pescatore che la trota erano stanchi e perciò andarono a dormire. Il giorno dopo il
pescatore notó che Vittoria stava male e allora decise di portarla dal dottore. Arrivati allo studio il
dottore visitó subito la trota e chiese al pescatore se aveva mangiato o bevuto qualcosa di
strano.
- La mia amica ieri sera ha bevuto una birra poi siamo andati a dormire e stamattina l'ho trovata
così.- il dottore guardó Luigino è stupito disse: - Ma lei sa che la birra é veleno per i pesci???-
- No dottore, le giuro che non lo sapevo.-
- Mi spiace ma non c'é guarigione per la sua amica tra qualche giorno morirá- Luigino scoppió a
piangere e andò a casa. Rimase per tutto il giorno a letto a piangere. Il giorno dopo si alzó e
andò da Vittoria e come per miracolo vide che la trota si era ripresa. Luigino era felice e pieno di
gioia. La trota però stava per fargli una triste confessione.
- Luigino, io so perché sono stata male ieri. Non é stata la birra a farmi male, ma la nostalgia. Io
con te sto benissimo, ma mi manca la mia famiglia e vorrei tanto tornare a vivere nel lago.-
- Sono molto affezionato a te Vittoria, ma capisco la tua situazione e farò ciò che tu vuoi.-
- Ti prometto che tutti i giorni verrò a riva a salutarti e a farti compagnia mentre peschi.-
- Va bene Vittoria- Il pescatore prese la boccia e riportó la trota nel lago. Vittoria ritrovó la sua

famiglia e visse felice e contenta senza mai scordarsi di passare a salutare il suo amico Luigino.




Avarino Valeria classe 5
I PROVERBI DELLA SIGNORA TROTA
Un giorno la signora pesce uscí dall'acqua per andare al mercato.
In città' incontro' Luigi, una trota come lei, che non vedeva da tanto tempo e gli disse:- Ciao Luigi
come stai? Volevo invitarti a cena questa sera! Accetti?-
Luigi rispose:- Grazie, io sto bene e comunque accetto! Ci vediamo questa sera!
Finito di parlare la signora pesce corse subito a fare la spesa e compró:
calamari, seppie, gamberi, gamberoni, patate, zucchine, pomodori, cipolla, aglio, olio, farina e
zucchero.
La signora pesce finita la spesa corse subito a casa per cucinare.
Arrivo' la sera, alle 7.00,all'ora decisa, Luigi arrivo', la signora pesce lo fece entrare e lo fece
accomodare, si sedettero a tavola e inizio' la cena.
Intanto che mangiavano la signora pesce inizio' a dire:- Lo sai Luigi, da quando sto con gli uomini
sento spesso che nominano noi pesci per fare dei paragoni o ci usano per dire dei proverbi.-
-In che senso amica? Spiegati meglio, non capisco.-
- Ad esempio se gli uomini devono tenere un segreto dicono dovrai essere muto come un pesce;
oppure quando un umano é in difficoltà e non sa quale decisione prendere dice di non saper che
pesci pigliare.
- Davvero?! Come mai gli umani non inventano modi di dire con protagonisti esseri umani?-
- Non lo so Luigi, ma senti un po' non è finita qui. Quando sono imbarazzati o in una situazione
non a loro familiare dicono di sentirsi come un pesce fuor d'acqua; quando qualcuno viene
trattato male dice di esser stato preso a pesci in faccia oppure se é innamorato si dice che ha gli
occhi da pesce lesso!
- Mah che strani questi umani!-
- Ho sentito dire anche non fare il pesce in barile, buttarsi a pesce su una cosa interessante e non
essere né carne né pesce!
- Ma insomma questi umani non ci lasciano proprio stare! A quel punto era ora del dolce, la
signora trota presentó una bellissima cheesecake con panna e fili di cioccolato. Arrivarono le
dieci e per Luigi era ora di tornare a casa. Luigi promise alla signora trota di informarsi sui
proverbi che li riguardavano e che l' avrebbe invitata a cena a breve.









Arena Sofia 2^
I pesci nel Grande Fiume
Nel grande fiume c'erano l'anguilla, la carpa, il luccio, il persico, lo storione e la trota.
Vivevano in santa pace. C'era un gran silenzio in quel fiume.
Purtroppo un giorno arrivó il Pesce Rumorone e spaventó tutti gli abitanti del Grande Fiume.
Il Pesce Rumorone tutto il giorno faceva rumore, gli altri pesci non avevano mai sentito tutto quel
rumore tanto che dovettero scappare sulla terraferma.
Finché il Pesce Rumorone non se ne fosse andato loro sarebbero rimasti lí.
Intanto il Pesce Rumorone sentendo tutto quel silenzio nel fiume se ne andó.
I pesci tornarono nel fiume però il luccio chiese :- Se il Pesce Rumorone tornerà ancora cosa
faremo?-
-Scapperemo nuovamente- disse la carpa.
- Non é giusto, non si può andare avanti così- disse lo storione.
- E allora che cosa dovremmo fare?- chiese la carpa.
- Lo dobbiamo affrontare.- rispose lo storione tutto sicuro di sé.
- E allora andiamo- disse il luccio. I pesci andarono dal Pesce Rumorone , gli chiesero di
partecipare alla loro riunione per decidere come sistemare la situazione. La riunione si fece
sabato, arrivó il Pesce Rumorone che disse : - Ho pensato a lungo e ho deciso di andarmene e
di lasciarvi in pace nella vostra quiete. Addio per sempre amici.- Gli abitanti del Grande Fiume
ora erano sollevati e potevano vivere felici e contenti.
Il pesciolino nel laghetto
(filastrocca)
Pesce pesciolino,
che sei così piccino,
che nuoti nel laghetto,
ti faccio uno scherzetto
e se riesco io ti pesco e ti metto dentro al cesto
per portarti a casa mia,
farti friggere dalla zia
e mangiarti in un boccone;
ma essendo un tenerone,
ti ributto nel laghetto
che sei ancora piccoletto.
Tommaso
Lorenzo Oddina 4^
Il pesce Avventuriero
C'era una volta un pesce chiamato Avventuriero che voleva trovare nuovi amici e allora decise di
andare al lago.
Lí trovó una barchetta con dei pesci allora, con gran cautela, entró, ma subito i pesci lo presero in
giro dicendo :- Pesciolino, vai dalla mammina, qui ti potresti fare molto male- e il pesce bullo fece
vedere i pugni.
Avventuriero scappó via terrorizzato inseguito dai pesci bulli, nuotó più che poteva, con tutta la
forza che aveva in pinna.
Riuscí fortunatamente ad arrivare a casa e la mamma vide che aveva una branchia nera, allora
spaventata chiese :- Cosa ti é successo figlio mio?-
- Mi hanno picchiato-
- Chi?- chiese la mamma.
- Quelli del lago. Ero andato laggiù per trovare nuovi amici e invece ho trovato dei pesci bulli.- la
mamma disse ad Avventuriero che bisognava accontentarsi di quello che si ha e che bisogna
stare molto attenti al giorno d'oggi.

Pesce dolce pesce
Ecco qua tanti pesciolini
Alcuni grandi e altri piccolini.
C'è la trota fario
Cn macchie nere e arancio
Contornate da cerchio bianco.
C' è lo spinarello
Con pinne affilate come un coltello.
C' è il vairone
Piccolo, grazioso e buon amicone.
C' è la rotella sfortunata
Non come l'alborella argentata.
C'è il latterino
Il più carino e piccino.
C' è il siluro preoccupato
Delle uova che ha appena fecondato.
C'è la savetta con il labbro affilato
Che fa compagnia al carassio dorato.
C'è lo storione
L'anticone
Che nell'antica Roma aveva grande considerazione
Ritenuto una prelibatezza
Non lodato per la sua bellezza.
C'è l'anguilla rintanata
Che non ama esser disturbata.
C'è il tremolo
sempre in competizione
questa volta molto arrabbiato
Con il pesce gatto punteggiato.
C'è per ultimo il luccio
Nella sua acqua pulita
E così la filastrocca è finita.
Matteo Lupo 1^
Alberto Tassera 1^
Sofia Arena 2^
Giada Lavarini 2^
Beatrice Tedeschi 3^
Ines Rizzi 3^
Lorenzo Oddina 4^
Silvia Avarino 5^
Valeria Avarino 5^
Denise Falco 5^

"La trotella” di Federico Maria Lux

Una trotella e il suo amico tritone decisero di fare una spedizione,
scesero ruscelli  cascate e torrenti così giunsero al lago sorridenti,
ma un luccio cattivone se li voleva mangiare in un sol boccone,
allora la trotella e il tritone presero insieme un grosso bastone, 
e lo suonarono sul muso di quel brutto bestione, 
così vissero tutti felici e contenti tranne il luccio senza i denti.  











domenica 20 aprile 2014

Una fiaba cioccolatosa per Pasqua! Auguri a tutti!

Armida, la dolce streghetta.
Cari bambini,
la fiaba che vi racconto oggi è una storia incredibile e balorda, che accadde in un tempo lontano che dirvi non so.
Si narra dalle mie parti che, in una giornata di splendido sole, sulle rive del piccolo lago incantato delle streghe, nacque per inganno una piccola strega dal cuore dolce e gentile.
Ohibò, cosa sentono le vostre orecchie e cosa scrive la mia matita! Giornata di sole? Cuore gentile?
Che sciagurata disdetta! Quale terribile misfatto!
Le streghe non possono nascere col sole, ma soprattutto non possono essere dolci.
Il codice stregonesco prevede che le streghe D.O.C. siano: dispettose, un po’ antipatiche, combina guai o pasticci, e... chi più ne ha più ne metta.
Quella disgraziata streghetta, povera e sventurata, avrebbe dovuto essere immediatamente allontanata dalla comunità del lago.
La sua mamma e il suo papà però fecero scudo attorno ad Armida, la loro sfortunata bambina, e non permisero a nessuno di portarla via; mostrando in sua difesa, a chiunque tentasse di avvicinarla, le loro lunghe, spaventose unghie.
Fu così che la piccola strega dal cuore dolce iniziò la sua vita solitaria.
Certo, avete capito bene: si sentiva molto sola, perché i suoi compagni di giochi la consideravano noiosa, visto che non faceva dispetti a nessuno. Persino la maestra la rimproverava ogni giorno perchè: aveva la cartella ordinata, non dimenticava mai nulla e cosa gravissimissima, faceva sempre i compiti.
Armida non riusciva proprio ad essere birbante. Si sforzava di fare i capricci, cercava di escogitare monellerie, ma senza successo.
Amava i colori della natura e i profumi, soprattutto quello della vaniglia, delle cortecce di legno e del tabacco e passava le sue giornate a sognare un mondo pieno di bontà.
Tanto grande era il suo desiderio che un giorno Armida, intenta a riordinare gli attrezzi da lavoro nell’officina del suo papà , un po’ sovrappensiero,  fece cascare a terra una chiave inglese che si ruppe, ahimé, in due pezzi.
Armida, dispiaciuta in cuor suo per l’accaduto, era però anche contenta di poter finalmente dare una buona notizia ai suoi genitori. Corse da loro per raccontare di questa sua birichinata. La strega e lo stregone restarono stupefatti: - Com’è possibile che un attrezzo di ferro si sia rotto in due pezzi? Brava Armida! Sei stata davvero birbante! – Le dissero, orgogliosi.
Ma, avvicinando la chiave per osservarla meglio, mamma e papà sentirono un intenso profumo di cioccolato, tanto che, istintivamente, diedero un morso all’attrezzo.
- Che sapore magnifico! - I genitori di Armida non avevano mai assaggiato nulla di così buono. Corsero nell’officina e si accorsero che tutti gli attrezzi di papà stregone: viti, bulloni, cacciaviti, pinze, tenaglie erano tutte state trasformate da quella magia.
Per festeggiare la prima monelleria della loro piccola figlia, mamma e papà invitarono tutta la comunità del lago incantato. Streghe, stregoni e streghette fecero una grande scorpacciata di tutti gli attrezzi che i genitori di Armida offrivano loro con tanto orgoglio. Avevano tutti le bocche e i denti neri di cioccolato e siccome sono, notoriamente molto golosi, andarono avanti tutto il giorno a mangiare quelle prelibatezze. Giunta la sera le pance di tutti cominciarono a brontolare. Certo, nessuno di loro sapeva che a mangiare enormi quantità di cioccolato viene il mal di pancia. Fu così che l’intera comunità si ritrovò a saltellare tenendosi la pancia per il forte dolore, intorno alle rive del laghetto.
Armida, col suo grande dono di trasformare tutto in cioccolato, era riuscita, senza volerlo, a fare la seconda birichinata facendo venire a tutti il mal di pancia.
Da allora in poi venne rispettata dall’intera comunità, anche se tutti sapevano che era sempre e comunque la strega dal cuore dolce e gentile e.... pare – ma non spargete la voce! – che ancora oggi Armida continui a trasformare tutto ciò che tocca in cioccolato.
Il pinguino prestigiatore è preparato da
L'Officina del cioccolato di Domodossola

domenica 13 aprile 2014

Un super Echino a IperLibro


Eccomi qua, al centro commerciale Val d'Ossola, nell'ambito della manifestazione culturale IperLibro, ad aspettare i bambini.

 Guardate come mi hanno fatto bello i bimbi!


 "Echino ti piace il mio disegno?"
 "Scusi signor Pupazzo..."


"Echino, ti spiace abbassarti un po'?"
"Ecco, così va bene. Ti coloro il naso, ok?"


 "Ma quanto sei grande Echino?"



 "Echino, la tua matita è più alta di me!"

sabato 12 aprile 2014

Mi specchio in te! Il mio nuovo libro/giornale.

Cari ragazzi e ragazze,
è con grande piacere che vi annuncio l'uscita del mio nuovissimo libro/giornale. Questo nuovo numero potrete trovarlo in tutte 
le librerie d'Italia, oppure ordinarlo direttamente dalla 
Casa editrice Mammeonline.
Intanto se vi volete divertire, potete ascoltare la mia canzone,
sono sicuro che vi piacerà tanto.
Questa è la copertina.
Perché il mio giornale è diventato un libro? Perché pur avendo l'aspetto del giornale, i suoi contenuti non "scadono" dopo poche settimane e perché vogliamo arrivare nelle librerie dove sarà 
più facile per tutti voi trovarmi. Il giornale a sua volta contiene 
tutto quanto c'è in un vero quotidiano: editoriale, cronaca, interviste, reportage, posta e giochi, esteri, economia, scienze e anche la pubblicità... pure se molto particolare perché volta 
a promuovere idee e non prodotti, come è nel mio stile.
Ogni numero è tematico, il tema di questo numero è l'identità 
di genere, io e i miei collaboratori, cercheremo di parlare di ruoli 
di genere, cercando di invogliare ragazzi e ragazze a giocare 
con gli stereotipi e di raccontare i diversi modi di essere uomo e donna, bambino e bambina, aiutando i ragazzi a specchiarsi 
nelle ragazze e viceversa. 
La canzone "Echino sai chi è?" scritta da Maria Giuliana Saletta, è musicata e cantata dalla bravissima cantautrice Liana Marino.





domenica 9 marzo 2014

venerdì 13 dicembre 2013

L'intervista impossibile al Mahatma Gandhi (in inglese)

Cari ragazzi, questa è l'intervista impossibile realizzata da Luisa Staffieri per il mio giornale, abbiamo pensato di tradurla in inglese per voi. Un grazie enorme a Valentina Leone per averla tradotta e a Marissa Frost Francoli per la consulenza. 
Have a nice reading! :-)



Estratto da sfogliare del mio giornale.

Cari Ragazzi, questo è un estratto del mio giornale.

http://issuu.com/donatellacaione/docs/echino_estratto_n3

Provate a sfogliarlo, secondo me vi piacerà molto.
Un abbraccio,
vostro amico, Echino.